10 minuti prima del concerto

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Chiacchiere, idee e libere associazioni con Simona Bencini

di Rossella Quitadamo

Bella e brava, artista Eclettica e persona estroversa, Notevole il suo curriculum artistico. Charme e carattere da vendere. Intraprendenza e coraggio nel seguire sempre nuove idee. Numeroso il pubblico pronto ad applaudirla. L’indubbia bravura dei musicisti con lei sul palco hanno fatto il resto: un successo Inevitabile.
Oggi ho giocato con il suo cognome, ieri nell’attesa del concerto ho chiesto alla spiritosissima Simona di farlo con il suo nome.
Grazie Simona per esserti prestata al mio scherzo perché poi, sul palco, non hai scherzato affatto in quanto a grinta e dolcezza, capacità e simpatia. Ma il ringraziamento più sentito è per aver rivestito di un fascino del tutto nuovo la disco-music anni 70 con la tua personalissima rilettura

 

S
Cominciamo con la S e con un nome: Sofia…

Simona: Sofia è la canzone più bella che io abbia mai scritto, è la mia prima bambina (ne ho 2). Da quando c’è lei -ora ha sette anni- la mia vita è cambiata, sono cambiate le mie priorità, ora sono prima mamma e poi cantante e devo dire che sono più serena. Quando entri nel sistema musica spesso ci sono meccanismi perversi fatti più di mode che di meriti, interessi commerciali più che culturali: devi essere ben strutturata per non essere stritolata dai suoi ingranaggi. Da quando sono mamma ho trovato un nuovo equilibrio, ho dato il posto giusto alle cose, non posso ma soprattutto non voglio più farmi condizionare troppo da questi sistemi.

S come solista. Hai cantato e canti con band e artisti famosi, ma incidi dischi e sali sul palco anche da sola. Tu cosa preferisci?

Simona: a parte che non si è mai veramente soli sul palco -si è comunque insieme a dei validi musicisti- devo dire che sostanzialmente io sono una gregaria, anche se non sembra. Sono fatta per stare in un gruppo, mi piace, mi sento più serena; si dividono e condividono meglio gioie e dolori.

Passando alla I ma rimanendo in tema: sei più Simona come interprete o come compositrice di ciò che canti?

Simona: Interprete, senza dubbio. Per me il compositore è quello che si alza la mattina con il sacro fuoco che lo spinge a scrivere; io non sento questa esigenza imperiosa. Quando ho composto attraversavo un periodo particolare, per me è stata una cosa terapeutica e come tale devo dire che ha funzionato. Non sono una compositrice di mestiere che sta lì metodica a pensare, quando scrivo lo faccio di getto, l’ispirazione preme e ciò che ne viene fuori è quello, punto; non sono cervellotica.
Anche se per l’album Sorgente –scritto quasi interamente da me- c’è stato un grosso lavoro dietro, direi proprio che mi sento molto più interprete.

Ancora I come gli incontri decisivi nella tua vita…

Simona: Sicuramente fondamentale  quello con i Dirotta su Cuba. Una grande fortuna aver trovato il posto giusto per me: a quel tempo io non sapevo esattamente quale fosse la mia dimensione musicale, con loro l’ho capito, e non l’ho cercato. Sai… quegli incontri che ti riserva il destino e che si rivelano la strada giusta da percorrere. Nella mia vita tante cose sono accadute così, non ho mai specificamente cercato ciò che poi si è rivelato perfetto per me. Nelle scelte fondamentali spesso il caso mi ha portato nella giusta direzione. In questo senso credo nel destino.

M

M di Maria Maddalena che hai interpretato nel musical Jesus Christ Superstar con la regia di Massimo Romeo Piparo nel 2010…

Simona: Ah… grande… è stata un’esperienza stupenda! Il mio primo musical… ho cominciato con quello più bello e con un ruolo fantastico. Un anno indimenticabile in giro nei teatri italiani…
Lo sai che mi hanno richiamato per la tourneè di quest’anno a fianco di Ted Neeley (interprete storico di Gesù nel “Jesus Christ Superstar” ndr)? Purtroppo non ho potuto accettare, avevo già preso altri impegni lavorativi che non potevo cancellare, anche in considerazione dei miei colleghi di lavoro: se rinuncio io devono farlo anche loro. E poi, rispetto ad allora, ho anche maggiori problemi logistici da gestire con poco preavviso: le mie due bambine hanno la priorità! Comunque non mancherà occasione…

M come magia: se avessi un potere magico da esercitare nell’ ambito del tuo lavoro come lo utilizzeresti?

Simona: Vorrei non stancare la mia voce: ultimamente ho avuto qualche problema di edema legato soprattutto allo stress. Vorrei che fosse sempre al massimo, magari acquisendo qualche tonalità in più, riuscire a fare gli acuti di Aretha Franklin o di Chaka Khan…

O

Siamo alla O come Oppure: bivi e scelte che hai dovuto fare nella tua vita…

Simona: Sono stata ad un bivio importante della mia vita quando ho dovuto decidere se lasciare o meno i Dirotta Su Cuba: lì veramente ci ho perso notti…. Non avrei mai voluto farlo, in verità, ma i Dirotta non erano più loro, non c’era più armonia tra noi; è stata l’occasione per me per cercare di volare da sola. Una decisione molto, molto sofferta perché loro mi hanno veramente cambiato la vita. E’ stato difficile per me ricominciare da sola, ma la crisi mi ha fatto crescere e mi ha arricchito. E poi tutto è bene quel che finisce bene, adesso siamo di nuovo insieme, più maturi e consapevoli.

N

N come Noonkuta. Mi parli di questa tua esperienza?

Simona: Un’esperienza molto importante, un viaggio in Africa, un gruppo di amici, persone privilegiate che hanno deciso di fare con il sorriso qualcosa per gli altri. Con la Nazionale di calcio cantanti di cui faccio parte, abbiamo raccolto fondi per Amref. Poi ho avuto il privilegio di poter andare di persona a visitare i villaggi dove sono stati costruiti i pozzi per l’acqua. Lì mi hanno ribattezzato Noonkuta, sorgente.
E’ stato un segno in un momento particolare della mia vita, è stata la risposta che io cercavo in giro e che ho trovato in Africa. Sorgente è diventato il nome del mio album.

A

Per finire la A: qualche tempo fa hai detto che la parola Artista ti pesa …

Simona: E’ vero, secondo me la parola artista viene usata in modo troppo leggero, soprattutto quando viene scritta in un contratto discografico…Però artista è una parola importante: l’Artista è uno che cambia il corso delle cose. Io non ho stravolto nulla, lo dico con grande tranquillità: ho una bella voce, un carisma scenico però non mi sento di aver portato il discorso molto al più in là, non mi sento di aver creato qualcosa di nuovo.

Un’ultima curiosità: alla fine a Cuba ci sei Arrivata?
Simona: Certo! E quando ci sono andata avevo Sofia nel pancione!!!

…E un aereo lo hai dirottato mai?
Simona: Non ancora, ma ho intenzione di farlo al più presto, verso un posto bellissimo per una meritata vacanza